L’importanza di (in)formarsi.

Trasferirsi all’estero con i bambini non é una passeggiata.

Non mi considero certo una mamma nomade doc, come tante che conosco che ogni tre anni cambiano città, pero’ nel mio piccolo in sette anni gli scatoloni li ho fatti e disfatti quattro volte.

E ogni volta la preoccupazione principale “i bambini adesso soffriranno? come si troveranno? li staremo traumatizzando?” si scioglieva come neve al sole, dopo poche settimane dal nostro arrivo nella nuova destinazione.

Cosa vuoi che ti dica, i miei figli dove li metti stanno” mi é capitato di dire a qualche amica particolarmente incredula.  Bruttissima espressione questa che forse rende l’idea ma banalizza e non rende giustizia alla complessità del loro animo che, al contrario, affronta numerose montagne russe emozionali prima di raggiungere (ben prima di te) all’agognato rapido adattamento nella nuova città.

Non é dunque vero che i bambini dove li metti stanno, ma stanno (bene) dove gli (RI)crei un ambiente familiare e rassicurante per vivere, in continuità con il precedente.

Questa semplice e apparentemente banalissima regola non l’avevo mai messa a fuoco razionalmente, ma sempre e solo applicata istintivamente in ogni trasferimento di questi ultimi anni.

Poi, durante la formazione che abbiamo organizzato a Parigi il 14 ottobre, Lisa Tranchellini, la psicologa che ha tenuto l’incontro, me l’ha spiegata più “scientificamente”, come prima fondamentale regola da mettere in pratica per evitare che una difficoltà possa trasformarsi in un vero e proprio trauma.

Ci ha fatto prendere un foglio, invitandoci a scrivere il nome di uno dei nostri bambini al centro. Poi ci ha chiesto di scrivere a raggiera tutte ciò che caratterizza la sua vita, dal carattere che ha agli sport che fa, dagli affetti su cui si appoggia alla composizione della sua famiglia. Infine ci ha chiesto di cerchiare in arancione quelle aree che andrebbe, anche solo provvisoriamente, a perdere a causa del trasferimento in un’altra città e in rosso quelle che manterrebbe inalterate.

Se questi cerchi arancioni scomparissero in via definitiva dalla vita di nostro figlio, questi con tutta probabilità vivrebbe un trauma. Se, invece, noi genitori saremo così bravi da sostituire queste aree con altre altrettanto appaganti, simili o quantomeno stimolanti come le precedenti, allora sì che il senso di perdita sarebbe più contenuto e la sofferenza del distacco presto alleviata.

Ma allora, in pratica, cosa dobbiamo fare noi genitori per rendere il trasferimento più indolore possibile?

Anzitutto pensare a “rimpiazzare” quelle aree arancioni!

Facevi danza moderna e sei molto dispiaciuta di lasciarla? Per prima cosa cercherò un corso che tu possa iniziare non appena arriviamo.

Avresti adorato montare a cavallo ma nella nostra città non c’erano maneggi comodi? Nella nuova città c’é la possibilità di farlo e questo ti renderà l’inizio ancora più motivante.

Sei brava a scuola, sei leader in classe e sei piena di amici? Certo non posso mentirti dicendoti che lo sarai altrettanto arrivata nella nuova scuola, ci vorrà del tempo per conoscere e farsi conoscere e chissà quali dinamiche troverai. Quello che posso fare, pero’, é cercare una scuola che ti piaccia, andarla a visitare insieme a te, magari organizzare di trascorrere una mattinata nella tua futura classe cosi da rompere il ghiaccio, conoscere la maestra e i compagni e tranquillizzarti per il periodo che ancora manca al trasloco. Potremo farci dare i compiti delle vacanze della tua futura classe e fare la conoscenza di qualche compagna prima dell’inizio della scuola, magari offrendo loro una merenda al parco.

Hai i nonni e i cugini vicini e sei triste di lasciarli? Non posso dirti che ti verranno a prendere ancora fuori da scuola con la quotidianità di oggi ma posso coinvolgerti nella ricerca di una sistemazione in cui potranno soggiornare quando verranno a trovarci, oppure posso pensare insieme a te a come arredare la camera degli ospiti!

Ti fa paura cambiare nazione perché non ne conosci la lingua, non sei mai stata in quella città e dunque non sai cosa aspettarti. Guarderemo insieme su internet video e fotografie, faremo qualche telefonata ad amici che ci hanno abitato o ci abitano, programmeremo – se possiamo – un weekend in avanscoperta, prenderemo qualche lezione con una giovane e dinamica studentessa straniera.

La parola d’ordine é COINVOLGIMENTO. Un coinvolgimento rassicurante, sia chiaro! Che non vuol dire sfogare le nostre ansie sui figli, coinvolgendoli fin dal primo momento quando le opzioni sul tavolo sono ancora troppe e confuse. Bensi’ un coinvolgimento studiato, preparato e proposto al momento giusto su poche ma buone opzioni già passate al nostro vaglio.

I nostri figli devono sentire che abbiamo in pugno la situazione e che abbiamo già pensato a tutte le opzioni per rendere semplice e positivo il loro ri-adattamento. Le ansie e i dubbi teniamoceli per noi. Parleremo ai nostri figli solo quando saremo in grado di infondere loro tranquillità e granitica sicurezza.

E’ un lavoro a tempo pieno fare la mamma in espatrio. Lo é prima di partire e lo sarà ancora di più i primi mesi in cui sbarcheremo nella nuova città.

Anche perché quei cerchi arancioni li dobbiamo rimpiazzare pure noi adulti! Ma, pur non dovendo dimenticarci di noi, il nostro estremo sforzo iniziale sarà quello di ri-creare l’ambiente migliore per la nostra piccola truppa al seguito che non ha chiesto né deciso di affrontare tutto ciò.

Ecco perché credo fermamente nell’importanza di “formarci” a questi delicati passaggi. Perché é vero che noi mamme abbiamo un istinto bestiale ma é anche vero che talvolta siamo sopraffatte da situazioni ingarbugliate e dalla paura di far soffrire i nostri figli per causa delle nostre scelte.

Ecco perché giovedì 23 gennaio prendero’ un bel TGV e correro’ a Parigi per ascoltare quello che Lisa e Karin potranno raccontarci su due tematiche che mi stanno particolarmente a cuore: il bilinguismo e l’importanza delle radici per i nostri bambini cresciuti all’estero.

Per le iscrizioni alla formazione di Parigi scrivere una mail a agenziaama.parigi.michela@gmail.com.

Vi aspetto li’!

By La Blonde

 

 

Ama – Famiglie in movimento