BRUXELLES è facile.

Se domandi agli espatriati perché alla fin fine sono ancora qui a Bruxelles (perché tutti restano qui sì, avete capito bene, anche coloro che sono venuti solo per uno stage alla commissione, solo per una internship in un’azienda, solo per i tre anni di missione del marito poi sicuro che torno.. certo: si arriva a Bruxelles per rimanerci!) ti rispondono tutti: perché Bruxelles è una città facile.

Ok. Ma facile perché? Per chi? In che senso? In che misura?

Calma calma….

bruxelles

Intanto, per quello che vale la mia esperienza di 12 anni di vita qui appena compiuti, lo confermo: Bruxelles è facile da vivere. Di sicuro di più della mia adorata Milano e della mia città di origine, la splendida Como.

Le famiglie qui hanno mille e più vantaggi, ci sono tantissimi parchi ben attrezzati, il telelavoro funziona da decenni alla stra- grande, gli ospedali sono quasi tutti centri di eccellenza europei, si fanno una marea di figli… e questo la dice lunga: nessuno fa tanti figli se non ha appoggio dal sistema in cui vive.

Ed essendo espatriati, sono pochissimi coloro che possono appoggiarsi alla rete familiare.

E quindi?

E quindi è come vi dicevo: è perché qui il sistema, se lo conosci, ti sostiene e ti viene incontro.

Ma il sistema lo devi conoscere. E mi sono accorta che tantissimi espatriati, soprattutto italiani, arrivano a Bruxelles non sapendo neppure che in Belgio ci sono tre lingue ufficiali e che se ne parlano principalmente due: il francese e il fiammingo (la terza lingua, il tedesco, è parlata solo dal 2% della popolazione).

Spesso si arriva a Bruxelles pensando che, beh.. tanto con l’inglese (e magari anche parlucchiato male) trovo subito un lavoro e poi mi metto con calma a studiare il francese, che tanto è facile perché assomiglia molto all’italiano.

Ecco, non vorrei deludervi, ma non è proprio così. Anzi…

Così come non si sa che Bruxelles è divisa in 19 comuni che sono a tutti gli effetti delle minuscole cittadine, ognuna con le sue regole (e che quindi se vuoi avere informazioni attendibili, non puoi chiedere all’amico dell’amico di tuo cugino di settimo grado che vive, magari, addirittura in un’altra città, perché quello che ti dirà è assolutamente non corretto).

Che alcuni di questi comuni sono esclusivamente francofoni, altri solo di lingua fiamminga (e vi giuro che nessuno fa lo sforzo di capirvi, se provate a parlare altro che il fiammingo o al massimo il tedesco) mentre alcuni sono misti (e lì va a fortuna dell’impiegato che trovi quando vai a chiedere i documenti).

Il mercato immobiliare è sempre in movimento, ma pieno di insidie; il sistema scolastico è molto diverso da quello italiano e i posti disponibili sono pochi, nelle scuole migliori… già… ma quali sono le scuole migliori? Insomma: mille e più cose alle quali prestare attenzione per evitare passi falsi.

Tutte cose che scopri strada facendo e soprattutto a tue spese ma che, con un supporto professionale adeguato prima dell’espatrio e nei primi tempi di adattamento alla nuova città, possono essere facilmente superabili.

Questo é quello che faccio per gli italiani che arrivano come mamma antenna di AMA : consentire alle famiglie di vivere al meglio la “facilità” di questa inaspettata ed incredibile città. Provare per credere!

By Laura

 

Ama – Famiglie in movimento