Expat in tempo di Covid-19, in una goccia nel centro dell’Europa.

Il Granducato del Lussemburgo è un piccolo Stato, lo sapete, incuneato come una goccia tra i grandi Paesi di Germania, Francia e il Belgio.

La goccia è un Paese ricco ma non è in grado di sostenersi da solo.

Voglio dire che per il suo funzionamento richiede la presenza non solo di molti stranieri residenti ma anche e soprattutto di lavoratori frontalieri.

Il 70% del personale impegato nel settore sanitario arriva ogni giorno nella piccola goccia attraverso lunghe, lunghissime arterie di traffico.

Nell’alta Francia, Alsazia e Lorena, e nella Germania, Nord Reno-Westfalia che confinano con noi, ci sono i più grandi focolai di questi Paesi e li risiedono molti dei sanitari che arrivano ogni giorno qui in Lussemburgo per aiutarci a curare la nostre malattie quotidiane.

Ora anche il Covid-19 viaggia da frontaliero.

Siamo passati da 1 a 140 casi in 5 giorni e per una popolazione totale di circa 600mila abitanti è una cifra enorme, in proporzione è più di quella italiana.

Come viviamo? In pensiero doppio. Per noi e per i nostri affetti in Italia.

La Lombardia è la mia regione, i miei genitori sono lì, soli. I miei amici sono lì, ed ognuno vive la sua solitudine chiuso tra le pareti di case a volte sovraffolate.

Essere expat amplifica tutto, la gioia quando ci si rivede, l’ansia quando non ci si può aiutare.

Per sconfiggere la seconda, dobbiamo fortemente concentrarci sulla prima.

Sarà enorme, la felicità. 

By Sara

Ama – Famiglie in movimento