Il Belgio non é solo Bruxelles.

In tanti siamo portati a identificare il Belgio con Bruxelles, ma non é così. Le diverse cittadine e le varie aree geografiche sono molto diverse fra loro.

Una prima caratteristica che definisce la capitale, e non le altre città belghe, è che spessissimo Bruxelles si rivela una bolla, fatta di gente che lavora o che, comunque, gravita intorno alle Istituzioni Europee.

Spesso la gente vive in questa città solo durante la settimana lavorativa per poi “rientrare a casa” tutti i week end.

Queste persone frequentano principalmente gli espatriati (e spesso del proprio Paese di origine) e erroneamente pensano che questo sia il Belgio.

Dal momento, però, che ci sono tanti italiani che si trasferiscono nelle Fiandre, mi sono incuriosita e ho chiesto ad una delle mamme follower di AMA, di raccontarmi un po’ la sua storia.

Ecco cosa ci dice Elisa C., innamorata delle campagne belghe ma anche lei, come molti, catapultata in una realtà di cui non sapeva nulla.

Nemmeno che si parlasse una lingua (ostica!!) chiamata “fiammingo”! Ma si sa, noi esseri umani (ancor più se italiani!) siamo capaci di adattarci e di trovare anche nelle situazioni più complicate una via d’uscita creativa e costruttiva.

Cosa puntualmente verificatasi anche in questo caso.

Ma mi taccio, ora, giuro che mi taccio e lascio la parola ad Elisa. Vai cara! Che parta la nostra intervista!

D: Elisa, ho una prima domanda da farti, molto generale: cosa ha spinto te e tuo marito a spostarvi in questa parte del Belgio?

Quando ci siamo trasferiti qui è stato per questioni di praticità. Avevamo l’appoggio dei parenti di mio marito che, per i primi mesi, ci hanno aiutato con le pratiche burocratiche, la ricerca di un lavoro e l’iscrizione al Vdab (l’ufficio di collocamento equivalente ad Actiris dell’area francofona).


Il primo impatto che ho avuto con il Belgio non è stato ottimo. Siamo arrivati a Bruxelles e l’ho trovata una città vecchia e grigia. Dopo 15 minuti d’auto mi sono ritrovata nelle Fiandre e beh, decisamente tutto diverso: mi sembrava un po’ di stare in quelle zone americane dove ci sono tante villette tutte simili e i vicini si conoscono tutti. Insomma un altro mondo.

D: qual è stata la difficoltà maggiore che hai incontrato?

Non sapevo che qui si parlasse il fiammingo! Quindi mi sono dovuta scontrare con l’apprendimento di una nuova lingua per me ostica nei suoni.

Mi sono sempre rifiutata di studiare il tedesco per i suoi suoni duri e il fiammingo è un bel mix tra inglese e tedesco (n.d.r. non proprio una lingua dolce, quindi!!).

Non ho trovato particolari difficoltà nello studio perché amo le lingue ma se non lo si pratica lo si dimentica in fretta. Quindi è necessario buttarsi e parlare e, se si ha tempo, partecipare alle tavole di conversazione organizzate a scuola o nelle biblioteche.

Ultimamente sto ricominciando a studiare e lo parlo molto di più perché i miei figli frequentano scuole fiamminghe.

D: ma il fatto di essere stata una neofita di questa lingua, ti ha discriminata o penalizzata in qualche modo? Intendo principalmente per la vita quotidiana…

In realtà devo dire che i fiamminghi apprezzano chi parla la loro lingua o comunque chi ci prova e ti aiutano volentieri.
Ci sono anche quelli però che se ti vedono in difficoltà ti rispondono in francese per non perdere troppo tempo.
Quando sono arrivata di giorno lavoravo e la sera 2 volte alla settimana andavo a scuola fino alle 22.

D: aspetta aspetta… lavoravi? Come lavoravi? Ma quindi se uno davvero vuole lavorare, anche se non conosce benissimo la lingua, trova qualcosa? È questo che ci stai dicendo?

Esatto. A livello lavorativo si trova immediatamente principalmente nell’ambito delle pulizie perché qui praticamente tutti utilizzano questo servizio. Ho dovuto accettare questo tipo di lavoro in quanto il mio diploma di operatore turistico qui non vale nulla.

D: Cosa potrebbe motivare chi vuole trasferirsi qui piuttosto che altrove?

Che nelle Fiandre le cose funzionano. Abbiamo fatto i documenti in pochissimo tempo (probabilmente perché abitiamo in un piccolo comune) mentre so che a Bruxelles ci vuole un’eternità (confermo: in alcuni comuni – non tutti, fortunatamente – ci vogliono mesi e mesi).
Le Fiandre sono pulite, difficilmente troverete immondizia per strada se non nei giorni di raccolta.
Le case sono belle e i giardini curati.
Per affittare una casa qui con giardino e garage si spende quello che a Bruxelles potrebbero chiedere per un appartamento.

D: mi sembra un quadro idilliaco… davvero nessun punto negativo?

Ovviamente anche questa medaglia ha il suo retro. E infatti il lato negativo è che ci si potrebbe imbattere in un po’ di razzismo. Spesso noto anche che se i bambini sono lamentosi o fanno capricci la gente ti guarda male (soprattutto al supermercato).

D: ma quindi è vero che i fiamminghi sono una popolazione un po’… come dire… poco calorosa??


Non tutti sono freddi come sembrerebbe, ci sono anche persone socievoli e che quando scoprono che sono italiana mi dicono ciao bella.

Ho sempre avuto dei vicini di casa piuttosto gentili e i proprietari della casa dove attualmente viviamo sono super gentili e disponibili per qualsiasi cosa.

Personalmente non mi trasferirei mai a Bruxelles perché ho sempre vissuto in campagna anche se per muoversi è necessaria la macchina oppure ci si attrezza di bicicletta come fanno tutti.

Infine, in soli 5 minuti raggiungo il Ring (n.d.r. l’arteria principale sempre iper trafficata che circonda Bruxelles e che porta all’entrata di tutte le autostrade) quindi sono comodissima anche quando voglio raggiungere la capitale.

D: un ultimo consiglio a chi pensa di venire a vivere nelle Fiandre…

Se si decide di vivere qui bisogna mettersi in testa che è fondamentale imparare la lingua anche perché in comune, ad esempio, o quando si ha a che fare con alcuni servizi (se ci si reca all’ufficio tributi ad esempio) si è obbligati a sapere la lingua o ad avere almeno un traduttore.
Però le occasioni e i corsi per impararla, anche a costi contenuti, ci sono. Basta averne voglia e farlo con costanza.

Grazie Elisa!!! Preziosissima! Ti interpelleremo ancora, ormai sei entrata nei nostri radar ☺
E mille grazie anche per le splendide foto… che dire? Fai davvero venir voglia di vivere in campagna! Non potevo trovare testimonial migliore.

By Laura

mamma antenna Bruxelles

Ama – Famiglie in movimento