Facciamo il gioco di sliding doors?

Cosa sarebbe successo se non avessi accettato di seguire mio marito in espatrio per qualche anno? Se avessi continuato a fare l’avvocato in centro? Se la mia vita si fosse svolta lungo le stesse strade di sempre?

Probabilmente oggi sarei una realizzata avvocatessa che, per seguire i suoi due bambini (non credo avrei mai fatto il terzo se non avessi abitato in Francia!), lavora part time. Probabilmente abiterei nella stessa casa di prima. Sicuramente avrei continuato a frequentare i vecchi amici e fatto qualche nuova amicizia. E tutto sarebbe comunque assolutamente perfetto.

Invece sono partita. Ho mollato il lavoro. Ho passato periodi in cui avrei voluto tornare e altri in cui non avrei voluto tornare mai. Ho pianto un po’. Riso tantissimo. Mi sono lanciata in esperimenti professionali. Ho tirato fuori le mie carte e iniziato a giocare su un tavolo nuovo, capendone piano piano le regole. Ho conosciuto gente. Gente da tutto il mondo. Ma soprattutto italiani che hanno girato il mondo. Ho scoperto che tante famiglie itinerano per alcuni anni, con la leggerezza e la naturalezza di chi sa perfettamente quale opportunità si stia regalando. Ho scoperto che si può non aver paura di cambiare perché la resilienza é una capacità innata e l’adattamento arriva prima ancora dei problemi da risolvere. Ho capito che dopo, le cose si vedono con un’altro occhio. Più grande. Che ci sono vite super avventurose e persone altrettanto coraggiose. E che quando torni ti senti diverso, in un mondo che ti pare identico a prima.

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E, soprattutto, ho conosciuto il mondo delle donne espatriate.

Questa fantastica rete femminile che le donne italiane sparse per il globo hanno saputo costruire per non perdere il contatto con le proprie origini, per sentirsi meno sole, per condividere anche solo un pezzetto di vita lontano da casa.

Donne che sono partite per qualche anno o per tanti, con o senza una famiglia, con o senza una proposta lavorativa, con o senza l’intenzione di rientrare, ma tutte indistintamente con una luce speciale negli occhi e una forza da leonesse.

Perché evidentemente il cambiamento é sempre rigenerativo, per quanto appagante o faticoso possa essere.

AMA agenzia expat

Ed é proprio la forza di questa rete femminile ad averci acceso la lampadina su quello che poteva/doveva essere lo sviluppo di AMA, la nostra agenzia di relocation e servizi per famiglie expat: fare di questa rete di donne italiane espatriate la risorsa per quelle altre che a espatriare si accingono. Donne in aiuto di altre donne. In giro per il mondo.

L’idea é quella di creare un doppio servizio: da un lato, incrementare l’aiuto alle famiglie italiane che espatriano fornendo loro il nostro supporto in diverse città europee (e non più solamente a Parigi), dall’altro, dare la possibilità ad alcune donne espatriate di re-investarsi professionalmente mettendo a frutto l’enorme bagaglio di conoscenze ed esperienze acquisito sul campo, con un lavoro flessibile e mobile.

E la cosa più bella é cio’ che é successo dopo aver lanciato il nostro nuovo progetto internazionale “Famiglie in movimento”: la caterva di mail e telefonate che abbiamo ricevuto da tante donne italiane espatriate interessate a fare da “mamma antenna”. (ecco sotto le nostre mitiche new entry!)

Con alcune di loro ho fatto lunghe telefonate. Altre le ho intervistate in direct su Instagram, creando una simpatica consuetudine settimanale. Tutte mi hanno stupito per l’entusiasmo e la freschezza della loro voce. Una carica umana pazzesca!

Mi hanno raccontato storie interessantissime sul paese in cui vivono, e su quelli in cui hanno vissuto. Tante mi hanno parlato dei loro figli, delle difficoltà e paure iniziali e dell’incredibile capacità di adattamento dei più piccoli. Molte si sono re-inventate e hanno intrapreso avventure professionali che mai avrebbero pensato prima. Tutte parlano del loro percorso con un entusiasmo che mi dà l’energia per continuare a lavorare su questo progetto anche quando ho la sensazione di seminare tanto e raccogliere poco.

La nostra avventura, iniziata a Parigi quasi per scherzo quattro anni fa, sta prendendo strade inaspettatamente più contorte, passando da Barcellona per arrivare a Bruxelles e presto in tante altre città.

Dell’altra faccia della mobilità, ovverosia della famiglia al seguito del dipendente expat, parleremo in una tavola rotonda che avremo l’onore di organizzare presso il Consolato Italiano di Parigi giovedì 6 giugno, dove daremo voce alle professioniste dell’espatrio, coach, psicologhe e risorse umane, per capire come un’avventura a tratti difficile e sfidante possa diventare una risorsa essenziale per la crescita umana e professionale nostra e dei nostri figli.

Il nostro viaggio continua…

Voi fate il tifo per noi che noi lo facciamo per voi!

By LaBlonde`

 

 

Ama – Famiglie in movimento